
“Il Surrealismo sono io”: mai frase fu più azzeccata. Parola proprio di Salvador Dalí (1904-1989), pittore spagnolo che ha influenzato l’arte del Novecento come pochi altri suoi contemporanei. Praticamente l’inventore di un modo di concepire la pittura e incarnazione umana di quello stesso status.
Dal 25 gennaio al 27 luglio 2025, Dalì è in mostra a Roma, al museo storico della Fanteria, ad un passo dalla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme. L’esposizione si caratterizza per un percorso che riunisce 80 opere di diverso tipo, dalla serie di litografie in tema Divina Commedia dantesca, sino a ceramiche, vetri e incisioni.

Il linguaggio onirico del pittore spagnolo domina l’esposizione, anche se le fotografie d’epoca creano un ambiente ancor più suggestivo. Inaspettata, invece, la linea di profumi ideata da Dalì, oltre a delle bellissime bottiglie da lui illustrate.


A completare il percorso surrealista si inseriscono anche opere di Joan Miró, Marc Chagall e Man Ray. Una mostra breve, ma che rende pienamente l’idea di quale artista a 360 gradi fosse Salvador Dalí, troppo spesso circoscritto ad un solo movimento artistico ed etichettato in maniera ingiusta solamente come “il pittore dei sogni”.